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SICUREZZA CIVILE COMO

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE VIGILANZA PRIVATA E SERVIZI FIDUCIARI

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE VIGILANZA PRIVATA E SERVIZI FIDUCIARI
SEGRETERIA NAZIONALE

sabato 24 settembre 2011

Servizi per il contribuente offerti dal Caf UGL COMO



Servizi per il
contribuente Offerti dal Caf UGL COMO: Via F. Anzani,9 Tel 031.2753507

730
Redditi Lavoro Dipendente
... ... .................
ISEE
Dichiarazione Sostitutiva Unica
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RED
Certificazione Reddito
per l'INPS
Detrazioni
INPS - INPDAP - IPOST
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Unico PF
Redditi sulle Persone Fisiche non soggetti IVA
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Social card per minori 3 anni e over 65
Bonus gas,energia elettrica

Servizi Patronato :
PENSIONI DEL SETTORE PUBBLICO (Inpdap) e PRIVATO (Inps)
Diamo assistenza gratuita su:
Vecchiaia
Anzianità
Reversibilità
Invalidità
Assegno sociale
Pensioni e assegni degli invalidi civili

Rispetto agli aumenti di pensione:
Ricostituzione e supplemento
Trattamenti di famiglia
Maggioranza sociale
Assegno di accompagnamento

Rispetto allo stato della contribuzione:
Estratto conto (controllo, rettifica e recupero)
Contributi figurativi
Prosecuzione volontaria
Riscatti, ricongiunzione e totalizzazione
Contributi per lavoro all’estero

Sui trattamenti di famiglia:
Cure termali
Indennità di malattia e di maternità
Trattamenti di disoccupazione su pensioni e per attività lavorativa

In particolare seguiamo le pratiche INPDAP sia per i trattamenti pensionistici, che di fine rapporto.

INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI (Inail)

Offriamo assistenza gratuita su:
Indennità per inabilità temporanea
Rendita per inabilità permanente
Revisione della rendita per aggravamento
Quote integrative
Cure termali

Per il mondo della PUBBLICA AMMINISTRAZIONE seguiamo molte materie come:
Invalidità civili
Esenzioni tickets
Rimborsi assistenza indiretta
Cure termali.

In particolare siamo specializzati nelle problematiche legate a EMIGRAZIONE E IMMIGRAZIONE, anche in collegamento al sindacato SEI-UGL.

Per i lavoratori del settore MARITTIMO (Ipsema) seguiamo con professionalità le pratiche relative a infortuni e malattie professionali, malattie e maternità, rimborsi per donatori di sangue.

E UNA RETE DI ASSISTENZA MEDICO-LEGALE:

L’assistenza medico-legale viene prestata agli assistiti per far riconoscere in loro favore una giusta valutazione delle invalidità patite, che possono comportare il conseguimento di una prestazione pensionistica (assegno d’invalidità o pensione di inabilità; assegni o pensioni per gli invalidi civili; pensione di reversibilità per figli inabili, ecc.) ovvero una maggiore valutazione di un danno subito per infortunio sul lavoro o malattia professionale, dal quale conseguire un risarcimento economico per danno biologico e/o per menomazione fisica.

Nel caso, poi, si debba ricorrere all’autorità giudiziaria, l’Enas pone a disposizione degli assistiti interessati i propri consulenti legali, particolarmente specializzati per la difesa dei diritti previdenziali e assistenziali dei lavoratori e dei pensionati, sino a sollevare, qualora ve ne siano i presupposti, eccezioni di legittimità costituzionale.

INOLTRE:

Informazioni sulle disposizioni di legge e le sentenze della Corte Costituzionale
Informazioni e documentazione sulla legislazione nazionale, regionale e in convenzione internazionale
Orientamento sulla Previdenza Complementare e sua integrazione con la Previdenza Pubblica.

giovedì 22 settembre 2011

Perchè il nostro contratto non viene rinnovato??

Molte persone citano il proprio stipendio: si va dai 1000 euro in su, e mettono l’accento su quanto sia difficile vivere con un simile stipendio. Che dire del nostro? Siamo anche noi lavoratori, a tempo indeterminato, rischiamo pure la vita, eppure 1000 euro mensili difficilmente si percepiscono (senza straordinari).Con questo  stipendio, a Como, dovendo far fronte ad un affitto di circa 500 euro mensili e tutte le altre spese, medicinali compresi........non si arriva a fine mese..
Perchè il nostro contratto non viene rinnovato?
Il nostro lavoro produce benessere ai vari "TITOLARI" datori di lavoro, malessere a noi.

I Politici snobbano la nostra categoria, considerata di serie zeta. Eppure se in Italia si ferma il trasporto valori si ferma tutto.Banche,poste esercizi vari.... D’altro canto la nostra categoria non ha forza, non ha spirito né corpo per un’azione di contrasto, lasciando così che gli istituti di vigilanza  risparmino sempre su di noi, sulle nostre teste e sulle nostre tasche.
Anche il giornalismo ci snobba, non avendo mai fatto un serio servizio sulla categoria, ma limitandosi a riportare fatti di cronaca nera coinvolgenti GPG sui furgoni trasporto valori, o casi limite assurdi.

Un'ultima cosa. Se mai rinnoveranno il nostro contratto, a noi aumenteranno una fesseria... voci di corridoio parlano di 40 - 60 euro. Sempre voci di corridoio dicono che non ci verranno versati gli arretrati a causa della crisi....... (mai per i politici).

C’è altro da dire? O da fare? L’unica cosa che ci viene in mente è di sputare in faccia ai vari governanti e i loro amici di merende, funzionari sconosciuti ai più che intascano centinaia di migliaia di euro se non milioni con l’unico dovere di favorire questo o quel personaggio........ (figli compresi). amen.
Torboli Enrico
Rinnovo contrattuale della vigilanza privata: timide schiarite PDF Stampa Email
Scritto da Ilaria Garaffoni   
Giovedì 22 Settembre 2011 09:20
tavola-rotonda-vigilanza-privata-onlineROMA - E' andata bene, anzi male, cioè benissimo.
Sono tante le chiavi di lettura della tavola rotonda del 19 settembre organizzata a Roma da http://www.vigilanzaprivataonline.com/ per aprire un dialogo tra tutte le forze coinvolte nella produzione di sicurezza sussidiaria nel paese. Eccellente la partecipazione delle Autorità, che hanno mostrato grande attenzione e sensibilità sia sul fronte centrale, sia sul fronte locale. C'erano il Ministero dell'Interno, rappresentato dal Viceprefetto per l'Area Polizia Amministrativa Laura Cassio, come pure la Prefettura  di Roma, presente per il tramite del Vice Prefetto Maria Pia De Rosa, e la stessa Questura capitolina, rappresentata dal Direttore della Divisione amministrativa e sociale Edoardo Calabria. Anche il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha fatto pervenire un saluto particolarmente sensibile, cogliendo appieno il valore di un'iniziativa di natura compositiva in un momento tanto delicato per le relazioni industriali.
Decisamente robusta anche la partecipazione delle parti datoriali, dove Federsicurezza faceva l'un plein con le federate Anivp, AssVigilanza e UNIV e dove Assovalori, in una sorta di ritorno di fiamma, ha lasciato intendere di voler rientrare nel sistema Federsicurezza.
Per il resto, si è profilata l'assenza - prevedibile - di Assiv e la fuga di massa della Cooperazione il giorno prima dell'evento "per un concomitante e improrogabile impegno" di sei esponenti (sic!).
La tavola rotonda doveva però interessare i soci, dal momento che Coopservice si è presentato sua sponte e che da parte del tessuto imprenditoriale Assiv abbiamo ricevuto importanti richieste di partecipazione.
Ma i veri assenti, benché ciascuno fosse motivato da seri e comprovati motivi, sono stati i sindacati dei lavoratori, rappresentati in tavola rotonda solo da UGL.
Giustificate o meno, il quadro delle assenze dava il segno del livello di dialogo che si respira nel settore.
Non a caso la Dr.ssa Cassio è arrivata a chiedere se vi fosse qualcuno - e chi fosse, in questo scenario - portatore di reali interessi comuni.
Eppure - qui viene il bello - il giorno dopo, al tavolo del rinnovo contrattuale, si è registrato un clima più disteso, con timidi segnali di avvicinamento tra le parti anche sul portierato (tema ormai accantonato, dal momento che proprio sulla sua regolamentazione si era spaccato in due il tavolo). Resta però il fatto che Filcams, Fisascat e Uiltucs dialogavano con la sola Federsicurezza e che ad ottobre avranno la prima riunione con l'altra metà della luna sul fronte datoriale.
Quindi per ora non si parla minimamente di ricomporre la negoziazione su un unico binario.
Il tutto anche se, almeno dall'esterno, par di capire che entrambe le posizioni siano mosse da un unico interesse: regolare la materia "portierati" in modo da evitare l'abuso dei vari contratti e contrattini che finora sono stati applicati, in mancanza d'altro, per analogia. Federsicurezza li vuole separare dalla vigilanza privata per evitare che si creino sovrapposizioni di mansioni, quindi nuovi equivoci e contenziosi. Assiv e Cooperazione vogliono tenere il portierato all'interno del CCNL per recuperare un segmento che ha ormai eroso varie attività proprie della vigilanza privata perché non efficacemente normato. Insomma, con tutti i se e i ma e con l'ovvia miopia di chi osserva le dinamiche dall'esterno, gli intenti sembrano sostanzialmente gli stessi: salvare un segmento che è diventato ormai essenziale per il comparto...senza perdere del tutto in concorrenzialità.
Ma cosa succederebbe se dovessero davvero nascere due contratti nazionali distinti?

Petrone, UNIV Nazionale: nulla, è già successo nella storia del comparto, agli esordi dell'UNIV. Alla fine abbiamo firmato due malloppi contrattuali identici nella forma e nei contenuti.

Bigazzi, Filcams-CGIL: non è detto che si arriverebbe a due contratti uguali, né che si offrirebbe alle imprese non firmatarie un assist per utilizzare altri contratti a detrimento dei lavoratori: le relazioni industriali sono fatte di trame molto complesse. La soluzione è ricomporre il tavolo e dare una risposta ai lavoratori che aspettano ormai da tre anni.
...Dev'essere proprio vero che la materia contrattuale è più sottile di quanto si veda a occhio nudo, perché noi cominciamo a non capirci più niente. Il tutto mentre è di questi giorni la notizia che a Casalnuovo si vendono posti per guardia giurata a 500 euro, con tanto di tesserino falso.
In questo scenario la tavola rotonda è andata più che bene, anzi male, cioè benissimo.

mercoledì 21 settembre 2011

Le malattie professionali nascoste ,,,,,,secondo noi !!!!

Gran parte delle denuncie arrivano sicuramente dai patronati che sono quelli maggiormente interessati e coinvolti da parte dei lavoratori che vogliono vedersi riconosciuta la patologia. Sono poi stilati dai medici ospedalieri che riscontrano la patologia o dai medici curanti. Negli ultimi anni é stata fatta una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei sanitari ospedalieri o medici curanti per aggiornarli sulla normativa e sulle procedure. I medici competenti invece sarebbero quelli che maggiormente hanno le conoscenze appopriate: conoscono i luoghi di lavoro, conoscono il documento di valutazione dei rischi, molte volte sono i primi ad effettuare la diagnosi della patologia però poi ci si ferma in quanto subentrano altre considerazioni che, nonostante l'obbligo di legge, fanno desistere dallo stilare il primo certificato.
Primo fra tutti anche se non se ne parla é il conflitto di interesse in quanto il medico competente é retribuito dal datore di lavoro. Effettuare una denuncia significa anche un seguente controllo da parte degli organi di vigilanza che potrebbero sanzionare il datore di lavoro per qualche omissione riscontrata. Molti medici "competenti" preferiscono, per evitare "di esporsi" e nel contempo, di garantire la denuncia obbligatoria, di inviare il lavoratore in un Istituto di Medicina del Lavoro che procederà d'ufficio e quindi egli si "sottrae" ad eventuali lamentele o rappresaglie da parte del datore di lavoro. Personalmente non condividamo questa linea: se non altro in quanto il medico del lavoro ha le competenze tecniche e le conoscenze specifiche per poter stabilire un eventuale nesso di causa tra l'attività lavorativa e la patologia riscontrata. E poi vediamo questa procedura come un sottrarsi dalle proprie responsabilità. Ma questa é un'opinione nostra  personale!
Il medico competente inoltre non invia la denuncia in quanto é conscio che l'INAIL ne riconosce solo 1 su 5 e quindi ritiene che sia "tempo perso".
Esiste poi un altro fenomeno di cui si parla poco. Il medico stila il primo certificato e lo consegna al lavoratore che, se vuole, lo inoltra al datore di lavoro. Pertanto se il lavoratore non lo consegna al datore di lavoro la pratica INAIL non viene aperta. Ripercorrendo la ventina di denuncie effettuate negli ultimi anni, in sette casi (e quindi 1/3 dei lavoratori) essi hanno ritenuto, per opportunità, per timori di procurare un danno all'azienda, ecc,ecc,ecc. di non presentare il certificato al datore di lavoro. Un po' desolante come quadro......no?
MA RICORDIAMO CHE LA SALUTE E' UNA SOLA.

Procedure in caso di malattie professionali

Il sanitario che effettua la diagnosi di una malattia la cui origine professionale è quantomeno sospetta ha l’obbligo di segnalare la patologia a diversi enti.
Deve innanzitutto inviare il “referto all’autorità giudiziaria”, in sostanza alla Procura della Repubblica (ai sensi dell’ art. 365 C.P. e 334 C.P.P.) e la denuncia di Malattia Professionale all’Asl ( ai sensi dell’art 139 del D.P.R. 1124/1965 e D.L.gs 38/2000).
Molti preferiscono svolgere questa segnalazione congiuntamente in una unica segnalazione ai Servizi di Prevenzione della Asl in quanto all’interno di questi Servizi sono presenti Ufficiali di Polizia Giudiziaria (attenzione tuttavia che alcune Procure non danno questa interpretazione).
Deve inoltre inviare la denuncia alla Direzione Provinciale del Lavoro ( ai sensi dell’art. 139 D.P.R. 1124/1965) e all’Inail (ai sensi dell’art. 10 D.L. 38/2000).
Infine deve compilare il Primo certificato di Malattia Professionale e consegnarlo al Lavoratore il quale potrà decidere se consegnarlo al Datore di Lavoro o meno (entro 15 giorni). In caso di consegna, l’azienda dovrà inviarlo all’Inail congiuntamente al modulo di Denuncia di Malattia Professionale (reperibile sul sito dell’Inail) entro 5 giorni.
L’Inail, dopo le valutazioni, riconoscerà o meno la malattia professionale e, in caso positivo, la indennizzerà al lavoratore (L’Inail è una assicurazione: l’azienda paga un premio annuo e l’Inail indennizza il lavoratore in caso di malattia).
L’asl effettuerà le valutazioni di rilevanza penale, valutando se ci sono stati comportamenti omissivi da parte del datore di lavoro nei confronti della normativa a tutela della salute e sicurezza.
Attenzione: la denuncia di malattia professionale che il medico invia direttamente all’Inail non apre la pratica di indennizzo; essa è aperta solo dall’invio del primo certificato da parte del datore di lavoro/lavoratore.
Il medico che, in presenza di una malattia di sospetta origine professionale, non procede ad effettuare il referto alla autorità giudiziaria è sanzionabile penalmente.

domenica 4 settembre 2011

Manovra, passa la libertà di licenziare

Manovra, passa la libertà di licenziare
pubblicata da INFORMAZIONE LIBERA il giorno domenica 4 settembre 2011 alle ore 17.39

Si potrà anche licenziare in deroga all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Lo prevede l'emendamento votato qualche ora fa in Commissione Bilancio al Senato presentato dal governo.

In sostanza il testo rende eplicito ciò che l'articolo 8 del decreto di Ferragosto già lasciava intendere in modo implicito: gli accordi aziendali potranno riguardare anche materie come la cessazione del rapporto di lavoro a meno che non sia discriminatorio o relativo a maternità e malartia.

Il ministro Sacconi, nella conferenza stampa del 14 agosto scorso, avava giurato di non toccare l'articolo 18 dello Statuto. Oggi si smentisce.

L'emendamento all'articolo 8 della manovra prevede anche che piccoli sindacati percentualmente più rappresentativi a livello territoriale possono sottoscrivere accordi con le aziende. Nel testo dell'emendamento infatti si legge che il provvedimento, che modifica l'articolo 8 della manovra sul «sostegno alla contrattazione collettiva», stabilisce che «i contratti collettivi di lavoro, sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale, ovvero delle loro rappresentanze sindacali operanti in aziende possono realizzare specifiche intese con efficacia di tutti i lavoratori, a condizione di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relativo alla presenze sindacali».

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